domenica 10 luglio 2016

Alla guida della Citroen C4 Cactus 1.6 HDI 100 Shine


La C4 Cactus è la tipica auto che si ama o si odia. Da un lato un design unico, abitacolo spazioso, prezzo invitante. Poi ci sono cose che possono far storcere il naso: lo stesso design che può risultare un pò troppo audace e scelte tecniche che non possono mancare su un'auto attuale. Fantechnology ovviamente, si è divertito a guidare questo crossover scovandone pregi e difetti.

Auto che attira gli occhi, la C4 Cactus passa per le strade della città come qualcosa di mai visto prima. Daltronde per portarsi a casa il premio "World Car Design of the Year 2015" ci sarà stato un motivo! Gli Airbump sono gli elementi di rottura di un design coraggioso: speciali protezioni di poliuretano con capsule d'aria integrate, sono in grado di assorbire piccoli urti fino ad una velocità di 4 km/h. Disponibili in quattro colori - cioccolato, sabbia, grigio e nero, ci si può divertire ordinandoli in contrato o associandoli ai 10 colori in optional.


Compatta ma non si direbbe, con i suoi 4,16 metri di lunghezza e 1,73 metri di larghezza, presenta un frontale stilisticamente armonioso e imponente ed un retro che lascia un pò a desiderare, ma molto conta dalla scelta del colore degli Airbump che riprendono parte del portellone e del contorno dei fari anteriori. Bello il laterale con le barre sul tetto di serie per il modello Shine e i passaruota pronunciati che la rendono molto crossover. Inevitabile poi, dover scegliere un cerchio da 17" e questo modello chiamato Cross Gray, fa la sua bella figura!


Scelte stilistiche audaci anche per l'interno della C4 Cactus. La plancia è armoniosa, arrotondata, pochissimi tasti e niente che possa far distrarre. Anche qui, in totale rottura con tutto il resto, il display 7" esterno e non integrato che purtroppo sto vedendo in tantissime auto. La plancia è di colore grigio, ma non siate così anonimi: consiglio vivamente, anche se a pagamento, una plancia Habana, di un bel colore tabacco chiaro che rende giustizia a tanto design. Belle le portiere, che pur presentando tanta plastica e pochissimo tessuto, hanno un maniglione per la chiusura che ricorda molto le vecchie valigie di pelle.


Le plastiche al tatto sono morbide, ma se ne fa un uso forse abbondante e il livello di qualità cambia rispetto alla plancia e al tunnel centrale. Spicca il Top Box sulla destra, un grande portaoggetti raggiungibile anche dal posto guida, capiente e regolare dove all'interno si trova anche una presa AUX per collegare un lettore mp3.

I sedili sono comodissimi e avvolgono come in una poltrona, ottimo il tessuto. Perfetta la tenuta laterale e ben posizionato il bracciolo con scompartimento. Al posto guida, si raggiunge tutto con facilità: il TouchPad da 7" permette il controllo della climatizzazione, multimedialità, navigazione, telefono, assistenza alla guida e servizi di connessione. Sempre ben visibile anche in totale luce, forse non molto intuitivo, c'è bisogno di un pò di pratica per arrivare alla funzione desiderata, sopratutto nella sezione telefono dove scorrere la rubrica, è stato un pò difficoltoso.

 
Utili in questo caso, i comandi al volante che aiutano la gestione di alcune opzioni quando si sta guidando. L'impianto audio mi ha colto impreparato: il sound è equilibrato e potente, anche alzando la voce, gli altoparlanti regalano dei bassi corposi e nessun tipo di vibrazione. Nulla da dire anche durante una conversazione telefonica: il tipico timbro metallico, in questo caso è poco percettibile. Piccolo e di poche "parole" il display digitale che permette il controllo della velocità, l'auonomia, l'avviso di cambio marcia e l'inserimento della velocità di crociera. Rimasto senza parole nello scoprire che gli alzavetri elettrici, non hanno la funzione automatica.


Cinque passeggeri di corporatura media, viaggiano abbastanza comodi, lo spazio per le gambe non manca e persone alte più di 1,70 metri, hanno spazio anche per la testa. Enormi i portaoggetti nelle portiere, ma anche qui, si elemosina su un pò di tessuto inoltre i finestrini sono a compasso, e questo significa che dopo ore e ore di sole, sarà difficile doversi accomodare dietro. Pur con un climatizzatore automatico potente e preciso, non si può godere subito della frescura anche in mancanza di bocchette posteriori, doverose considerando la scelta. Si sente la mancanza anche delle maniglie sul soffitto.


Il bagagliaio ha un volume di 358 litri, che aumenta a 1170 litri abbassando lo schienale in uno solo pezzo. Dalla linea regolare, presenta una soglia di carico abbastanza alta e può essere un problema quando si trasportano valigie pesanti inoltre il livello di finiture all'interno è scadente: se si prova ad alzare il piano per raggiungere la ruota di scorta, si potranno vedere in fondo vicino ai sedili poteriori, una matassa di fili scoperti che percorrono buona parte della larghezza del bagagliaio. Come dire, ci si perde per così poco!


Il motore 1.6 BlueHDi 100 è corposo e regolare. Complice, un peso ridotto, vanta prestazioni di tutto rispetto: da 0/100 km/h in 10,7 secondi ed una velocità massima di 184 km/h. Con una coppia massima di 254 Nm, la Cactus sale di giri con sicurezza al patto che non siate mai al di sotto dei 2000 giri (presumo che siano tali non avendo il contagiri...) in quel caso vi converrà scalare il cambio di sole 5 marce. Sterzo morbido, preciso e frizione poco pesante, rendono un viaggio molto confortevole. Ottimi risultati per l'insonorizzazione: il motore si fa sentire poco anche quando alza la voce e non entra mai in abitacolo in modo fastidioso. Percezione più alta invece nei posti posteriori dove, complice forse, un risparmio sui materiali, il rumore del fondo è più sentito.


Il confort è lodevole, gli ammortizzatori assorbono bene le asperità del terreno e i sedili abbondanti, avvolgono bene gli occupanti. Buona la vibilità con un parabrezza ampio dotato di tergicristalli Magic Wash con diffusori di liquido lavavetro integrati alle estremità. Piccolo il lunotto, per giunta anche oscurato. Si fa fatica con le manovre se non ci fossero i sensori di parcheggio e la telecamera posteriore a colori sul TouchPad. Peccato che le linee visibili sul display, non assistono il guidatore muovendosi con lo sterzo. Per i consumi, guidando su strade extraurbane, il computer ha fatto segnalare un 24 km/litro, dato che scende in modo visibile se si guida in città ma comunque siamo su dati accettabili per un turbodiesel di ultima generazione.


In conclusione questa Citroen C4 Cactus è piaciuta? Si! Tante le note positive di un'auto che fa del design, la sua arma migliore. Si per un abitacolo accogliente e spazioso e per un motore regolare e viaggiatore. Peccato per qualche scelta che non ho apprezzato ma che si traduce in un prezzo di 22.650 del modello provato. Con sconti e promozioni locali, vi portate a casa un crossover a poco più di 20.000 euro. Pensateci...!

Articolo di Fantechnology. Tutti i diritti sono riservati.

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